Angelica Giambelluca

Giornalista professionista specializzata in medicina e sanità. E' responsabile comunicazione e pubbliche relazioni della Fondazione Sanità Responsabile.

Il danno: chi lo paga e cosa cambia con la tecnologia?

Una volta stabilito che c’è una responsabilità e di chi è (domanda affrontata nel nostro primo articolo dedicato al congresso di Rimini), restano le questioni forse più concrete per chi ha subìto un danno e per chi dovrà rispondere: quanto vale quel danno? Chi lo paga davvero? E cosa succederà quando a “sbagliare” sarà, in […]

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Il danno: chi lo paga e cosa cambia con la tecnologia

Quando nasce la responsabilità sanitaria (e come si dimostra)?

Ogni volta che qualcosa non va come previsto in una cura, la prima domanda non è “quanto si deve risarcire”, ma una più semplice e più difficile: c’è davvero una responsabilità? E, se c’è, di chi è? È il terreno che gli addetti ai lavori chiamano l’an — l’esistenza dei presupposti da cui nasce l’obbligo

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Come si dimostra responsabilità sanitaria

Responsabilità sanitaria, nove anni dopo la Gelli-Bianco: cosa si è consolidato e cosa resta aperto

A oltre nove anni dall’entrata in vigore della Legge 8 marzo 2017, n. 24, la cosiddetta Gelli-Bianco, il diritto della responsabilità sanitaria ha smesso di essere un cantiere aperto su tutto. Alcuni principi si sono stabilizzati, la giurisprudenza ha consolidato orientamenti, gli operatori sanno con maggiore precisione dove poggiano i piedi. Ma proprio questo consolidamento

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Legge Gelli Bianco nove anni

Il consenso informato non sana l’errore: la diligenza del sanitario resta un obbligo distinto

Il consenso informato è uno dei pilastri della relazione di cura. È la traduzione giuridica del diritto del paziente ad autodeterminarsi, radicato negli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione, e il presupposto perché ogni trattamento sanitario sia legittimo. Ma proprio perché è un pilastro, rischia talvolta di essere frainteso: come se una firma in

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consenso informato

Scudo penale medici 2026: uno strumento che non protegge davvero. Il verdetto della nostra live

Serve davvero lo scudo penale medici? E soprattutto: funziona? È partita da qui la live che lo scorso 20 aprile la Fondazione Sanità Responsabile ha dedicato al tema, con tre ospiti che hanno portato prospettive complementari e, per certi versi, sorprendentemente convergenti: l’avvocato penalista Michele Laforgia, il medico legale Bruno Magliona e l’oncologa Verena De

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Scudo penale 2026: una tutela reale per i medici, ma il nodo strutturale resta aperto

Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe (Legge n. 26 del 27 febbraio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale), lo scudo penale per i professionisti sanitari è stato confermato per tutto il 2026. Una notizia attesa, ma che merita una lettura attenta: perché questa norma non è, come qualcuno potrebbe pensare, una semplice proroga di

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scudo penale medici

Responsabilità sanitaria, due leggi in conflitto sulla composizione della CTU

La Legge Gelli-Bianco richiede consulenti e periti con competenze specifiche, ma il Decreto Cartabia ha creato un Albo Nazionale che non le prevede. L’Ordine dei Medici di Milano: «Rischio concreto di perizie affidate a chi non ha esperienza nella disciplina in questione» Due norme in vigore che si contraddicono. Da un lato la Legge 24/2017

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conflitto sulla composizione della CTU

La comunicazione dell’errore in sanità: tra just culture, sicurezza psicologica e barriere culturali

Il 21 gennaio 2026, Fondazione Sanità Responsabile ha dedicato la sua prima live dell’anno a un tema tanto cruciale quanto sottovalutato: la comunicazione dell’errore in sanità. Un argomento che tocca le corde più profonde della relazione di cura e che, come emerso dal dibattito, rappresenta ancora un territorio largamente inesplorato nella cultura sanitaria italiana. La

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Imparare dagli errori: perché le indagini sugli eventi avversi non bastano (e cosa possiamo fare)

Ogni anno, i sistemi sanitari di tutto il mondo investono risorse enormi per indagare sugli eventi avversi. Solo il NHS inglese raccoglie circa 3 milioni di segnalazioni di incidenti l’anno. Eppure, gli stessi errori continuano a ripetersi, le stesse raccomandazioni vengono emesse più volte, gli stessi problemi emergono dalle indagini. Perché tutto questo sforzo produce

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comunicare l'errore in sanità

Intelligenza artificiale in sanità: solo l’8% dei Paesi europei ha una strategia nazionale

Un rapporto dell’OMS rivela che meno del 10% degli Stati membri ha definito standard di responsabilità in caso di errori. L’incertezza normativa è la principale barriera all’adozione e rischia di compromettere sicurezza dei pazienti ed equità delle cure. L’intelligenza artificiale è già entrata negli ospedali europei, ma le regole per governarla restano largamente assenti. È

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Intelligenza Artificiale sanità